mercoledì 5 novembre 2008

LE CONVINZIONI

Sappiamo chi crediamo di essere, non chi siamo veramente

Tutti noi abbiamo un sistema di convinzioni - opinioni ben radicate e fondate su basi che riteniamo oggettive - che regola la nostra vita in ogni aspetto.
Le convinzioni, come le abitudini, sono utili perché ci permettono di concentrarci su quello che vogliamo, senza doverci soffermare troppo sugli aspetti familiari, ripetitivi della vita. Gli inconvenienti sorgono quando le nostre convinzioni non sono più adeguate alla nostra situazione attuale, limitano il nostro sviluppo e sono causa di disagio.
Spunti di auto riflessione su alcune convinzioni comuni a molti.

Convinzioni sulle relazioni

Scambi affettivi appaganti sono alla base del nostro benessere. Frequentemente però entrano in gioco pensieri di inadeguatezza su noi stessi, spesso totalmente inconsci, che compromettono questi rapporti. Così tendiamo a proiettare sugli altri il frutto di pensieri negativi che abbiamo su noi stessi e crediamo che gli altri siano la causa della nostra infelicità, che invece è sempre e solo da ricercarsi dentro di noi. La qualità delle nostre relazioni rispecchia la qualità della relazione che abbiamo con noi stessi.

Convinzioni limitanti 
  • Sono poco importante per gli altri 
  • Sono meno importante degli altri 
  • Devo occuparmi prima degli altri, poi di me 
  • Ciò che pensano gli altri è più importante di ciò che penso io 
  • Gli altri vengono prima di me 
  • Devo compiacere gli altri 
  • Devo piacere a tutti 
  • Gli altri hanno il potere di farmi soffrire 
  • Rifiuto di ricevere aiuto dagli altri 
  • Gli amici prima o poi ti tradiscono 
  • Quando hai bisogno di aiuto gli amici spariscono 
  • Le persone ti sono amiche per interesse
  • Non c’è nessuno su cui io possa contare 
Convinzioni proficue
  • Sono molto importante per gli altri
  • Sono importante tanto quanto gli altri
  • Mi occupo prima di me e poi potrò essere d'aiuto agli altri
  • Ciò che pensano gli altri è importante tanto quanto ciò che penso io
  • Gli altri vengono dopo di me
  • Devo essere me stesso, indipendentemente da come gli altri desiderano io sia
  • Devo piacere a me stesso
  • Nessuno ha il potere di farmi soffrire
  • Accetto di ricevere aiuto dagli altri
  • Gli amici sono fedeli
  • Quando hai bisogno d'aiuto gli amici ci sono sempre
  • Attraggo amici sinceri
  • Posso contare su molte persone
Convinzioni sull’amore

Esiste una sola forma di amore: l’amore incondizionato. Amare incondizionatamente significa amare tutto ciò che esiste così com’è, senza giudizio o critica, amare le persone così come sono, senza volerle cambiare, amare se stessi profondamente, senza condizioni.
Tutte le altre forme sono espressioni imperfette dell’amore, anche se molto umane. L’amore che conosciamo è un amore possessivo, pieno di regole e di limitazioni, per questo è un amore che ci fa soffrire. L’amore vero è offerto liberamente e non pretende di essere ricambiato, è un amore che innalza la nostra energia e quella di chi ci sta attorno e ci rende felici nel qui e ora qualunque cosa accada.

Convinzioni limitanti
  • Io non amo me stesso 
  • Amare se stessi è egoista 
  • Io non sono amabile 
  • Io sono indegno di essere amato 
  • Nessuno mi ama 
  • Io sono solo 
  • Sono incapace di amare 
  • Faccio soffrire le persone che amo 
  • Amare significa annullare se stessi 
  • E’ sbagliato ricevere amore, bisogna solo darne 
  • Se amo soffro 
  • Se amo vengo abbandonato 
  • Se amo vengo tradito 
  • Se amo divento troppo vulnerabile 
  • Se amo vengo rifiutato 
  • Se amo vengo umiliato 
  • Se amo il mio partner perdo l'amore dei miei genitori 
  • Se amo divento un debole 
  • Se amo perdo la mia libertà 
  • Se amo perdo la mia indipendenza 
  • L’amore non fa per me 
  • Ho paura di amare 
Convinzioni proficue
  • Io amo me stesso
  • E’ giusto ed importante amare se stessi
  • Io sono amabile
  • Io merito di essere amato
  • Tutti mi amano
  • Io sono amato
  • Sono capace di amare
  • Faccio gioire le persone che amo
  • Amare significa essere pienamente se stessi
  • E’ giusto ricevere amore così come darne
  • Amo e gioisco
  • Amo e mi sento amato
  • Amo e mi sento unico e speciale per il mio partner
  • Amo e mi sento invulnerabile
  • Amo e mi sento voluto
  • Amo e mi sento rispettato
  • Amo e i miei genitori sono felici per me
  • Amo e sono forte
  • Amo e mi sento libero
  • Amo e mi sento indipendente
  • L’amore fa per me
  • E’ sicuro per me amare

INCOMUNICABILITA'. NEGOZIAZIONE DELLA COPPIA



Incomunicabilità nella coppia

“Abbiamo tutti dentro un mondo di cose, ciascuno un suo mondo di cose... E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch'io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com'egli l'ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai”.

Luigi Pirandello

La comunicativa, l'arte di parlarsi e dire con chiarezza ciò che si intende e si sente, di ascoltare l'altro ed essere sicuri di aver capito bene, è la capacità principale per creare e mantenere un rapporto d'amore.
Spesso nella coppia ci si pone la domanda "Ma perché non mi capisci?" pronunciata prevalentemente dalle donne rispetto agli uomini.
Questa domanda andrebbe trasformata "Come possiamo costruire un rapporto sulla reciproca comprensione?"
Và puntualizzato che "comprendere" non significa "concordare" perché si può accettare la possibilità di comprendere appieno il punto di vista dell'altro, senza necessariamente concordare, mentre nella coppia, spesso l'accettazione del punto di vista altrui significa anche essere d'accordo.
Comprendere non significa cedere e riconoscere l'altro più forte di noi, al contrario, quanto più riusciamo a conoscere meglio i suoi bisogni tanto più facilmente riusciamo a conquistare la sua fiducia e perfino la sua attenzione nei nostri confronti fino al punto di "vendergli" (se siamo particolarmente bravi) le nostre idee.
Ma per poter comprendere è necessario saper ascoltare, cosa che tutti pensiamo di saper fare dalla nascita ma che in realtà facciamo solo a livello superficiale.
La mancanza di ascolto attivo è la causa principale dei litigi.
In una discussione accade spesso di non prestare realmente ascolto alle parole dell'altro; la nostra mente è impegnata non tanto a capire la sua posizione, ma ad elaborare una risposta.
Ascoltare in modo attivo significa manifestare reale interesse per quello che l'altra persona dice e ciò che lascia intendere con il linguaggio non verbale. Nell'ascolto attivo mente e corpo sono protesi verso l'altro e questo permette di capire le motivazioni che l'hanno spinto a dire o fare qualcosa prima di giudicare o di sentirsi feriti ed offesi. Insomma ascoltarsi aiuta a capirsi e quindi ad amarsi di più.

La negoziazione di coppia

Avete presente quando discutete su come spendere i vostri soldi, come suddividervi la gestione della casa, dove andare in vacanza, ecco, in quei momenti state negoziando o almeno ci provate. Possiamo dire che è un'esperienza abbastanza comune, un modo particolare di comunicare e in quanto tale può sicuramente essere migliorato. Seguendo semplici indicazioni potrai diventare abile nel chiedere ciò che desideri senza dover manipolare o mettere in disparte il tuo partner.
Visto che ormai è chiaro a tutti che il conflitto tra due persone, che desiderano cose diverse, è inevitabile, vediamo come si può affrontare meglio.
Cominciamo sottolineando che è opportuno non attaccare direttamente l'altra persona ma cercare di separare i propri sentimenti dalla questione in discussione, concentrandosi sugli interessi ricercati e non su posizioni rigide, arrivando ad una decisione reciprocamente accettabile con flessibilità e perseveranza.
Allora al lavoro!!!!

La negoziazione si svolge attraverso cinque stadi

I.   Preparazione, regole di base

Accetto il conflitto con serenità: il conflitto è inevitabile, essere in disaccordo è naturale e può essere un momento di crescita. Non è la rovina della coppia. Voglio riuscire a raggiungere un accordo che sia per entrambi positivo. Voglio abbandonare l'idea di volere vincere a tutti i costi. Voglio essere flessibile, voglio cercare di liberare la mia mente dai pregiudizi. Dopo esserti chiarito queste regole di base inizia con una descrizione della situazione.
Adesso descrivi quali sentimenti ed emozioni ti caratterizzano nel momento in cui pensi a ciò che sta succedendo. 
Quindi cerca di descrivere quali sono gli interessi del tuo partner e i tuoi e quali possono essere comuni.

I mie interessi: ....
Gli interessi del partner: ....
I nostri interessi: ....

A questo punto analizza le soluzioni possibili considerando quale sarebbe per te la soluzione ideale, come potresti andare incontro al tuo partner e cosa invece sarebbe inaccettabile.

  • Soluzione ideale: 
  • Come potresti andare incontro a: 
  • Soluzione inaccettabile:
II.   Discussione

In questa fase si comincia a parlare ed è opportuno seguire le fasi della Preparazione quindi si comincia a: 

  • Descrivere i fatti come si vedono 
  • Esprimere le emozioni sia le tue sia quelle del tuo partner 
  • Come si vede il problema rispetto agli interessi del tuo partner, ai tuoi e a quelli in comune 
  • Osservare come il problema sia complicato da desideri di sostegno, fiducia, contatto e libertà 
  • Lavorare su possibili soluzioni finché non sono chiari bisogni e interessi. 
  • Proponi la tua soluzione ideale. 
Se si è impantanati in una discussione è opportuno fare un passo indietro e ricominciare seguendo questa logica:

Io penso (i fatti concreti) ...................................
Io sento (le emozioni) ........................................
Io voglio (gli interessi) .....................................
Io desidero (le astrazioni) ...................................
Forse si potrebbe (tentativo di soluzione) ....................................

Nella negoziazione è importante utilizzare una comunicazione efficace e quindi seguire alcune regole fondamentali:

  • Non attaccare, non minacciare, non incolpare, non scoraggiare.
  • Avere una atteggiamento empatico, mettersi nei panni del partner per meglio comprenderlo.
  • Utilizzare l'ascolto attivo, parafrasare, riassumere e fare domande per comprendere meglio il punto di vista dell'altro.
  • Perseguire l'obiettivo: raggiungere una soluzione reciprocamente accettabile.
III.   Proposta/controproposta

In questa fase entrambi i partner propongono una soluzione possibile, inizialmente estremamente diverse poi a poco a poco la soluzione più plausibile si connota come interesse di entrambi.
Per facilitare questo processo si possono tenere in considerazione alcuni classici metodi per raggiungere un compromesso.
“Io taglio la torta e tu fai la prima scelta”, o meglio uno decide come poter dividere una situazione e poi l'altro sceglie una delle due possibilità.
“Facciamolo entrambi avremo così un migliore risultato per tutti.” Ad esempio perché non stendiamo insieme i panni così io finisco prima e posso fare una buona cena e tu hai il tempo per leggere il giornale.
“Periodo di prova.” Lasciamo che tu vada una volta a settimana a fare quella cosa vediamo se in questo modo migliora la qualità del tempo che trascorri in casa.
“Facciamo a modo mio quando tocca a me, a modo tuo quando tocca a te.” Quando guido io vado a questa velocità, quando guidi te a quella che vuoi.
“Pari e patta.” Se tu pulisci il bagno una volta a settimana io farò la lavatrice una volta a settimana.
“Uniamo ciò che voglio io con ciò che vuoi tu.” Io mi prendo carico di fare questa cosa che a te non piace ma tu fai questa altra per me.
“Dividiamo la differenza.” Non mi interessa spendere per quell'oggetto, ma a te sì io mi prendo la metà del prezzo e compro un'altra cosa.

IV.   Disaccordo

Questa è la fase più difficile. Per riuscire a superarla bisogna dirsi che non è la fine di tutto, ma solo una fase naturale della negoziazione. Quando si giunge alla fase del disaccordo è segno che bisogna fare qualche revisione alle fasi precedenti.
Vediamo come:

  • Cerca una nuova controproposta, usando una diversa strategia di compromesso.
  • Ritorna alla discussione sugli interessi e i bisogni.
  • Fate un brainstorming (scrivete su carta tutte le possibili soluzioni che vi vengono in mente anche quelle meno sensate).
  • Quando uno dei due o entrambi siete veramente stanchi chiedete una pausa.
  • Ritorna alla fase della preparazione. Trascorri più tempo a cercare gli interessi comuni e le risoluzioni creative. Riesamina i tuoi sentimenti. Acquisisci ulteriori informazioni necessarie.
V.   Accordo

Finalmente siete entrambi d'accordo su un'opzione che vi rende felici. Prima di dichiarare chiusa la negoziazione siate ben sicuri che vada per entrambi bene e ognuno di voi potrà per evidenziare ciò esprimere ad alta voce il suo consenso.

L'AMORE AI TEMPI DELLA CHAT

Potremmo definire l'amore che nasce nelle chat come un amore che nasce fra anime. In una società reale che in tutti i suoi aspetti è basata sull'apparire, su internet si può essere, inteso come essere nell'immagine interiore che vogliamo comunicare agli altri.
Gli stessi uomini recuperano la propria anima emotiva e affettiva, di cui hanno ritrosia a mostrare nella vita reale, rendendola palese nella chat.
Sia nel versante femminile che in quello maschile, l'anima ha il sopravvento nella vita virtuale a differenza di quella reale.
Paradossalmente nelle chat ci si mostra con una maggiore autenticità rispetto alla vita reale, si ha meno pudore, meno inibizioni, si è più se stessi, ma si è anche quello che si vorrebbe essere. Ritorna quindi un'analogia con la vita reale, dove si oscilla sempre fra l'essere e l'apparire, con il forte predominio dell'apparire.
Nel web e nelle chat si ricercano affinità elettive, ci si confronta con quelli che si ritiene essere i propri simili dal punto di vista degli interessi, emozioni, passioni.
Quante di queste affinità che crediamo di riscontrare nell'altro o negli altri non sono, come nella vita reale, proiezioni della nostra anima ?
Cosa succede quando l'incontro sul web si trasforma in un incontro nella vita reale, tre possibili scenari:
  • se le due anime si sono rivelate nella loro sincerità sul web, sopravvivono alla fisicità dell'incontro. Se anche l'immagine fisica delude, l'intesa fra anime consolidata sul web riesce a reggere la delusione e getta le basi per una progettualità di relazione nella vita reale che non necessariamente sfocia in amore.
  • se le due anime non sono state sincere sul web, è subentrato il gioco reciproco delle proiezioni, dell'apparire dell'anima rispetto al suo essere, non si sopravvive all'incontro reale e il castello incantato dell'attesa dell'incontro si frantuma come un castello di sabbia. Non si regge alla delusione che l'altro non è come avremmo voluto che fosse. Non si dimostra neanche quella tolleranza verso l'alterità che si ha normalmente nella vita reale.
  • il terzo scenario è l'incontro con l'anima nera. Infatti, la stessa anima che seduce può procurare dolore . Infatti, quest'anima può anche essere nera con tutto il suo corollario di perversione, malvagità, sofferenza. E quest'anima nera è la più difficile da cogliere nelle chat, è il lupo che si traveste da agnello, è l'anima che ci fa innamorare per poi terribilmente deluderci. E' l'anima che con un colpo di mouse ci cancella dai suoi contatti. Nei casi estremi è l'anima del pervertito, del pedofilo, dello stupratore.
Ci si ritrova sulla chat, la volta successiva, a non raccontare più un amore, ma un fallimento, un tradimento, un'amara delusione.

Come ovviare a ciò ?

Prestando particolare attenzione ai contatti in chat che s'instaurano durante periodi di particolare fragilità psicologica personale, quale in seguito a separazione, fine di una relazione, lutto e quant'altro.
Diffidando di un'immagine troppo perfetta che l'altro vuol fornire, consapevolmente o no.
Diffidando di un eccessivo entusiasmo che l'altro mostra nei vostri confronti, consapevolmente o meno.
Soprattutto non lasciando trascorrere eccessivo tempo fra l'incontro in chat e quello nella vita reale e nel momento in cui si decide d'incontrarsi chiedere preventivamente, anche se può sembrare poco elegante, i dati anagrafici dell'altro se non sono già stati oggetto di scambio.

LA FINE DI UN AMORE. ACCETTAZIONE E DISTACCO TOTALE

Un percorso per il superamento della fine di un amore

Innanzitutto bisogna accettare che l'amore è finito e che nel finire ci ha completamente disarmati.
Senza un'accettazione di ciò qualsiasi percorso è inutile.
Sembra scontato, ma non lo è. All'inizio, soprattutto se la fine sopraggiunge in maniera improvvisa ed imprevista, si tende a negare il tutto o quanto meno a minimizzare. Si ritiene che l'altro ritornerà, che ha confuso qualche suo dubbio o quant'altro come mancanza d'amore.
Dopo che si è arrivati ad accettare che l'amore è realmente finito, si sprofonda in un cupo, lacerante dolore. Bisogna allora concedersi un periodo di lutto.
In questo periodo che può durare giorni o settimane ed a volte mesi, và cacciato fuori tutto il nostro dolore. Bisogna piangere tutte le lacrime di questo mondo. Ci si può far affiancare in questo periodo da una persona a noi cara che prestandoci semplicemente ascolto, raccogliendo il nostro dolore, ci allevierà un po’ la sofferenza. Bisogna riflettere su tutta la rabbia che si ha dentro e su eventuali sensi di colpa che si provano.
Serve un distacco totale dalla persona che ci ha lasciato.
Spesso, per soffrire di meno, si tende a mantenere una minimo di relazione, di tipo amicale, con l'altro. Ci si illude che così il dolore sarà meno lacerante, mentre non si fa altro che prolungare l'agonia. Inoltre quest'atteggiamento nasconde la speranza, spesso inconscia, che l'amore possa ritornare. Quindi, prima che si possa riprendere un rapporto anche minimamente formale con l'altro, occorre tempo.

Evitare luoghi e situazioni della relazione finita.

L'evitare luoghi e situazioni dell'amore finito fa parte di quel distacco assoluto, necessario al superamento del tutto.

Agire.

Bisogna, nel frattempo, fare qualcosa di positivo per sé stessi, per riempire il vuoto della mancanza della persona amata.
La fine dell'amore rappresenta anche un momento di crescita, di rafforzamento delle proprie capacità di superare le difficoltà. Inoltre può rappresentare l'inizio di un percorso volto a meglio conoscere noi stessi. Se riusciremo in tutto questo saremo sicuramente più forti e più maturi.
Capire quali eventuali vuoti interiori questo amore così forte e passionale colmava. Infatti spesso sentimenti molto forti non sono dovuti all'amore per l'amato, ma a nostre carenze affettive.
Non dimenticarsi del dottore “Tempo” che col suo trascorrere cicatrizza qualsiasi ferita. Gli antichi greci distinguevano due diversi concetti di tempo: Cronos e Kairòs.
Lo scorrere di Cronos che è il tempo cronologico, quello delle ore, dei giorni e dei mesi è importante per superare un amore. Qualche autore è del parere che sono necessari almeno sei mesi per superare un lutto o un abbandono.
L'altro concetto di tempo è Kairòs che è un tempo individuale , un tempo necessario per dire "basta", vale a dire tempo del cambiamento interno. E' quel momento in cui ci rendiamo conto che è il momento di voltare pagina.

Distacco totale

Il distacco totale è la migliore strategia da adottare nel caso in cui una relazione finisca, anche se rappresenta l'approccio più doloroso, perché tende a tagliare di netto qualsiasi contatto. Questo tipo di distacco è maggiormente utile se viene messe in atto da entrambi i componenti della coppia. Il distacco totale presuppone che non ci siano contatti di nessun genere, sia di persona che tramite terzi o tramite email, sms, telefonate, ecc ….
Il distacco totale è la via migliore per superare il dolore del distacco, quando si è lasciati dal proprio partner, senza umiliarci pregandoli di tornare sui propri passi (in realtà allontanandolo ancora di più da noi). Ma soprattutto il distacco totale permette di poter effettivamente iniziare il processo d'elaborazione del lutto della fine della relazione. Qualsiasi distacco di tipo parziale è come se non mettesse un punto fermo per poter rielaborare la fine di un amore.
Il distacco totale richiede molta determinazione e procura ulteriore sofferenza rispetto a quella già accumulata con la fine della relazione ma è essenziale nel superare definitivamente il proprio dolore.
  • Il distacco totale è un impegno che prendete con voi stessi e nessun altro. Se non lo portate a termine dovete prendervela solo con voi stessi perché è una vostra scelta e nessuno vi obbliga.
  • Và effettuato con la giusta motivazione. Il distacco totale non deve essere usato come strategia al fine di far sentire all'altro la nostra mancanza e quindi rendere possibile un ritorno. In questo caso vi procurerebbe solo ulteriore dolore.
  • Effettuare un distacco totale è un impegno con sé stessi e l'interromperlo espone,conseguentemente, solo sé stessi alle relative conseguenze. Ad esempio la/il vostro ex partner potrebbe essere seccato dal vostro riprendere un contatto perché ritenevano che aveste superato la fine della relazione. Ciò li potrebbe rafforzare ulteriormente nella loro scelta di aver dato fine alla storia.
  • Il distacco totale serve anche a mantenere una personale dignità, perché non darete mai al vostro ex la gratificazione di sapere che siete ancora coinvolti e sconvolti dalla fine del rapporto. Questo tipo di distacco vi permetterà di non pregarli di tornare indietro; di non dire cose che non vorreste dire, di non fargli vedere che state male.
  • Solitamente il distacco totale viene adottato da chi è lasciato. Ma può succedere anche il contrario, nel caso ad esempio che abbiate scoperto un tradimento dell'altro partner e quest'ultimo vogliano tornare chiedendo perdono. Se non siete convinti del perdono il distacco totale vi permetterà di riflettere con maggiore serenità sulla decisione da prendere. 
Perché gli uomini decidono di chiudere una relazione ?

Diversi sono i motivi per cui gli uomini decidono di chiudere una relazione.
Innanzitutto, semplicemente, perché sentono di non amare più. In questi casi anche se inizialmente erano presenti tutte le principali componenti di un autentica relazione d'amore – affettività, passione ed impegno, c'è il venir meno del sentimento nella sua interezza, od in una delle sue parti. A quest'ultimo riguardo frequente è il chiudere la relazione perché viene meno da parte dell'uomo l'impegno a costruire una progettualità di coppia futura, soprattutto in una società di forte “disimpegno” come quella attuale. Il classico esempio dell'eterno Peter Pan che vuole vivere la relazione solo come passione, al massimo affettività, ma senza nessun impegno a più lungo termine.
Spesso la relazione parte sin dall'inizio, con la mancanza di una delle componenti nel sentimento maschile, per cui la possibile fine è come se fosse già scritta. In questi casi, anche la donna non si rende conto o non vuole rendersi conto che la relazione è deficitaria in taluni aspetti sin dal principio. Un'altra causa ricorrente è il tradimento della persona amata. Per condizionamenti culturali, l'uomo si sente colpito nella sua virilità e non accetta il possesso fisico della propria donna, da parte di un altro. Anche se ultimamente la mentalità maschile al riguardo sta cambiando.

Perchè gli uomini vengono lasciati ?

I motivi per cui gli uomini vengono lasciati sono da una parte gli stessi per cui lasciano, seppur con significative differenze.
La componente impegno che negli uomini è spesso deficitaria sin dall'inizio è molto più presente nelle donne ed appunto questa mancanza nell'uomo che poi conduce la donna a lasciarli. Sul tema del tradimento le donne, legate più ad un possesso affettivo dell'uomo, perdonano quello fisico, per cui, a meno che non intervengono altre cause non interrompono la relazione.

Come vive un uomo la fine di un amore ?

Un uomo, qualunque uomo, anche il più sicuro di sé, di fronte alla fine di un amore, di un amore che riteneva autentico, dimostra tutta la sua fragilità, le sue debolezze. L'uomo mette in atto un copione, poco “virile” culturalmente in molti aspetti, per recuperare l'amore perduto. Telefonate, sms, colloqui “chiarificatori” fino a rasentare o ad arrivare, talvolta, a quello che è un comportamento di stalking.
I comportamenti tipici del fenomeno dello stalking, oltre quelli sopraccitati, sono : pedinamenti, lettere e fiori, appostamenti vari (casa, lavoro, ecc...), violazione di domicilio, visita sul luogo di lavoro, minacce di violenza, violenza fisica e sessuale di diversa entità.

Come supera un uomo la fine di un amore ?

Oltre a Cronos e Kairòs (dottore tempo) di cui abbiamo parlato in precedenza bisogna distinguere una elaborazione esterna, più superficiale e di facciata, ed una interna, più profonda ma anche più dolorosa, che porta alla vera accettazione del lutto premessa per il suo effettivo superamento.
L'uomo, pur di fronte ad un “lutto sentimentale” profondo e dilaniante, tende, generalmente, rispetto alla donna, ad elaborarlo in più breve tempo di tipo Cronos e prevalentemente a livello d'elaborazione esterna.
Conseguentemente, mette maggiormente in atto, la tecnica del “chiodo schiaccia chiodo” con le prevedibili conseguenze future per la “vittima” che si presta a questo copione.
Inoltre, capita anche che s'instaura subito un odio per il genere “femminile” che porta ad instaurare una relazione per il solo scopo, più o meno inconscio, di vendicarsi, della persona che l'ha lasciato.
Manca, quindi, nell'uomo, spesso, quella concezione dell'elaborazione del lutto sentimentale che è legato ad una concezione sia di tempo Kairos che di autentica elaborazione interiore. A livello individuale l'elaborazione del lutto è anche legata alle precedenti esperienze vissute d'elaborazione del lutto ed a copioni familiari presenti e passati.

LA FINE DI UN AMORE

Dal punto di vista teorico e scientifico la fine di un amore è riconducibile agli stessi processi della separazione, del lutto.
Si potrebbe parlare di un vero e proprio schema universale, articolato in tre fasi, che si succedono le une alle altre: protesta, disperazione e distacco.
  • La protesta è caratterizzata da reazioni piuttosto smoderate, quali pianto, grida, agitazione, ansia, panico. La persona lasciata, abbandonata, inconsapevolmente, agisce in tal modo, con l'intento di influenzare il ritorno della persona andata via.
  • La disperazione, ai comportamenti di iperattività e protesta attiva, subentrano altri di totale inattività, astenia, malinconia. Fanno, inoltre, la loro comparsa alterazioni fisiologiche, quali disturbi del sonno, diarrea, alterazioni del comportamento alimentare, accelerazione del battito cardiaco. Alla delusione dovuta agli esiti negativi dei comportamenti messi in atto durante la prima fase, che non hanno garantito il ritorno della persona scomparsa o andata via, subentra un periodo di passiva disperazione, generata dalla consapevolezza dell'impossibilità di un ritorno.
  • Il distacco. La persona abbandonata, dopo un determinato lasso temporale, si distacca, a sua volta, affettivamente ed emotivamente dalla persona persa, riorganizzandosi a livello emotivo e ricominciando le normali attività che contraddistinguevano la sua vita prima di restare sola. 
Al di là delle tre fasi individuate sopra, nella fine di un amore, un amore che ci ha profondamente coinvolti, si prova una sofferenza indicibile, si pensa che non si può più continuare a vivere, si provano sentimenti quali: tristezza, delusione, senso d'angoscia, sensi di colpa e fallimento.
Il più delle volte non si riesce a comprendere perché sia finito, non rendendosi conto che la fine non è stata improvvisa ma era in qualche modo preannunciata in tanti piccoli gesti, occasioni, sfumature, o pur avendo notate quest'ultime si viveva comunque nell'illusione che nonostante tutto non sarebbe mai finito quell'amore.
Nella stragrande maggioranza dei casi ci si dimena, non ci si arrende, si tenta l'impossibile per recuperare quell'amore. Sopratutto si continua ad amare la persona perduta, a volte più di prima. A volte si prova qualche timida speranza di recuperare l'amore perduto, sopratutto se l'altra parte, incautamente, manifesta qualche piccolo segnale d'affetto o di comprensione, che si tende subito ad interpretare come segnale di una rinnovata disponibilità ad amarci e non lo si vede nel suo reale significato (tipica la frase "forse mi ama ancora un po’? forse non è tutto finito?").
Quando finisce un amore, sopratutto se si è lasciati, si compie una vera e propria analisi di quelle che sono state le cause che hanno portato alla fine.
Il più delle volte la persona lasciata tende ad attribuirsi le colpe, imputando a propri comportamenti errati la fine della relazione. Questo perché permette di poter sperare che cambiando il proprio comportamento la relazione può iniziare di nuovo, se l'altro ci dà un altra possibilità. Non ci si vuole rendere conto che molto più semplicemente l'altro non ama più.
Per quanto doloroso possa essere prendere coscienza di quest'amara verità, rappresenta l'unico modo per poterne uscire.
Si soffrirà in maniera spaventosa ma il tempo ci aiuterà a porre definitivamente la parola fine. Altrimenti, sperando in un altra possibilità, prolunghiamo solo la sofferenza entrando in un tunnel che ci sembrerà senza uscita.
Per quanto possa essere lontano nel tempo, dopo aver pianto tutte le lacrime di questo mondo, dopo aver espresso tutta la disperazione di questo mondo, arriverà il momento in cui si toccherà il fondo del baratro. Ed in quel momento, quasi senza rendersene conto, si inizierà una lenta ma inesorabile risalita. Si accetterà la realtà delle cose. Si scoprirà che il più grande amore è quello che deve ancora venire.
Non dimentichiamo che gli "abbandoni" rappresentano anche un momento di crescita.

LA SCELTA DEL PARTNER

La scelta del partner non è lasciata al nostro libero arbitrio. C'innamoriamo di una persona solo quando incontrandola abbiamo già dentro di noi un immagine idealizzata. Prima costruiamo e poi proiettiamo sull'altro. Quindi non amiamo ciò che è, ma ciò che immaginiamo essere.

Ma che cosa costruiamo e proiettiamo ?

Infatti nell'amore noi perseguiamo anche una compensazione di ciò che non abbiamo avuto o di cui ci siamo sentiti privati nelle nostre esigenze affettive, o talvolta addirittura “ostili” o qualche volta anche “cattivi” nei nostri confronti da figure molto importanti. Conseguentemente chiediamo al nostro amore, in maniera più o meno conscia, di provvedere a riempire i vuoti affettivi del nostro passato o a porre rimedio alle ferite affettive infertici. Alcune volte queste richieste vengono poste come l'altra faccia di una medaglia: cerchiamo di sopperire o “guarire” lui , per sopperire o “guarire” noi.
Riepilogando il processo amoroso potrebbe essere rappresentato come l'aspirazione a due possibili desideri, fra loro contrapposti:

  • il primo desiderio è quello ci cercare un soggetto d'amare il più possibile simile alle figure amate della nostra infanzia.
  • il secondo desiderio è in antitesi al primo perché cerca un soggetto d'amare che poni riparo alle carenze e ferite inferte dalle primarie figure affettive.
Raggiungere un buon equilibrio fra queste opposti desideri può rendere un amore felice. La mancanza d'equilibrio, invece conduce a diverse soluzioni di compromesso, più o meno dolorose.
Potremmo sintetizzare il tutto con una metafora. E’ come se in ogni amore adulto mettessimo in atto un copione cinematografico (affettivo e relazionale) che abbiamo già visto e vissuto ripetutamente nella nostra infanzia, di cui non abbiamo gradito lo svolgimento ed il finale, e speriamo di cambiare quest'ultimi nella nuova storia d'amore. Ma, purtroppo, svolgimento e finale cambiano per pochi, e solo per quelli che avendone consapevolezza non pretendono di cambiarli del tutto, ma solo di modificarli parzialmente.

IL PARTNER IDEALIZZATO

"Quando cominci a far corrispondenza con qualche sconosciuto, lasci galoppare la fantasia e immagini che dall'altra parte del computer si trovi l'uomo dei tuoi sogni. Quando, dopo le prime banali frasi ti convinci che lui potrebbe essere veramente quello giusto, perché anche lui appartiene al tuo mondo, perché è intelligente e sensibile, inventi le strategie, le tue armi di seduzione esplodono. Ti perdi nelle speranze e avvii a stuzzicarlo, provocarlo... e così cominciate a raccontarvi il passato, scambiare le idee, alla fine condividete situazioni accadute recentemente. Raccontate voi stessi...vi toccate l'anima. Scrivete il copione della vostra vita. Tu fai danzare le parole, diventi la prima ballerina. La magia delle mail vi insidia".

Daniele La Barbera, presidente della Società Italiana di Psicotecnologie: "Gli incontri sul web possono trasformare un estraneo in una persona intima: la comunicazione testuale facilita una costruzione fantastica dell'altro, verso il quale si proiettano desideri e fantasie".