Un percorso per il superamento della fine di un amore
Innanzitutto bisogna
accettare che l'amore è finito e che nel finire ci ha completamente disarmati.
Senza un'accettazione di ciò qualsiasi percorso è inutile.
Sembra scontato, ma non lo è. All'inizio, soprattutto se la fine sopraggiunge in maniera improvvisa ed imprevista, si tende a negare il tutto o quanto meno a minimizzare. Si ritiene che l'altro ritornerà, che ha confuso qualche suo dubbio o quant'altro come mancanza d'amore.
Dopo che si è arrivati ad accettare che l'amore è realmente finito, si sprofonda in un cupo, lacerante dolore. Bisogna allora concedersi un periodo di lutto.
In questo periodo che può durare giorni o settimane ed a volte mesi, và cacciato fuori tutto il nostro dolore. Bisogna piangere tutte le lacrime di questo mondo. Ci si può far affiancare in questo periodo da una persona a noi cara che prestandoci semplicemente ascolto, raccogliendo il nostro dolore, ci allevierà un po’ la sofferenza. Bisogna riflettere su tutta la rabbia che si ha dentro e su eventuali sensi di colpa che si provano.
Serve un distacco totale dalla persona che ci ha lasciato.
Spesso, per soffrire di meno, si tende a mantenere una minimo di relazione, di tipo amicale, con l'altro. Ci si illude che così il dolore sarà meno lacerante, mentre non si fa altro che prolungare l'agonia. Inoltre quest'atteggiamento nasconde la speranza, spesso inconscia, che l'amore possa ritornare. Quindi, prima che si possa riprendere un rapporto anche minimamente formale con l'altro, occorre tempo.
Evitare luoghi e situazioni della relazione finita.
L'evitare luoghi e situazioni dell'amore finito fa parte di quel distacco assoluto, necessario al superamento del tutto.
Agire.
Bisogna, nel frattempo, fare qualcosa di positivo per sé stessi, per riempire il vuoto della mancanza della persona amata.
La fine dell'amore rappresenta anche un momento di crescita, di rafforzamento delle proprie capacità di superare le difficoltà. Inoltre può rappresentare l'inizio di un percorso volto a meglio conoscere noi stessi. Se riusciremo in tutto questo saremo sicuramente più forti e più maturi.
Capire quali eventuali vuoti interiori questo amore così forte e passionale colmava. Infatti spesso sentimenti molto forti non sono dovuti all'amore per l'amato, ma a nostre carenze affettive.
Non dimenticarsi del dottore “Tempo” che col suo trascorrere cicatrizza qualsiasi ferita. Gli antichi greci distinguevano due diversi concetti di tempo: Cronos e Kairòs.
Lo scorrere di Cronos che è il tempo cronologico, quello delle ore, dei giorni e dei mesi è importante per superare un amore. Qualche autore è del parere che sono necessari almeno sei mesi per superare un lutto o un abbandono.
L'altro concetto di tempo è Kairòs che è un tempo individuale , un tempo necessario per dire "basta", vale a dire tempo del cambiamento interno. E' quel momento in cui ci rendiamo conto che è il momento di voltare pagina.
Distacco totale
Il distacco totale è la migliore strategia da adottare nel caso in cui una relazione finisca, anche se rappresenta l'approccio più doloroso, perché tende a tagliare di netto qualsiasi contatto. Questo tipo di distacco è maggiormente utile se viene messe in atto da entrambi i componenti della coppia. Il distacco totale presuppone che non ci siano contatti di nessun genere, sia di persona che tramite terzi o tramite email, sms, telefonate, ecc ….
Il distacco totale è la
via migliore per superare il dolore del distacco, quando si è lasciati dal proprio partner, senza umiliarci pregandoli di tornare sui propri passi (in realtà allontanandolo ancora di più da noi). Ma soprattutto il distacco totale permette di poter effettivamente iniziare il processo d'elaborazione del lutto della fine della relazione. Qualsiasi distacco di tipo parziale è come se non mettesse un punto fermo per poter rielaborare la fine di un amore.
Il distacco totale richiede molta determinazione e procura ulteriore sofferenza rispetto a quella già accumulata con la fine della relazione ma è essenziale nel superare definitivamente il proprio dolore.
- Il distacco totale è un impegno che prendete con voi stessi e nessun altro. Se non lo portate a termine dovete prendervela solo con voi stessi perché è una vostra scelta e nessuno vi obbliga.
- Và effettuato con la giusta motivazione. Il distacco totale non deve essere usato come strategia al fine di far sentire all'altro la nostra mancanza e quindi rendere possibile un ritorno. In questo caso vi procurerebbe solo ulteriore dolore.
- Effettuare un distacco totale è un impegno con sé stessi e l'interromperlo espone,conseguentemente, solo sé stessi alle relative conseguenze. Ad esempio la/il vostro ex partner potrebbe essere seccato dal vostro riprendere un contatto perché ritenevano che aveste superato la fine della relazione. Ciò li potrebbe rafforzare ulteriormente nella loro scelta di aver dato fine alla storia.
- Il distacco totale serve anche a mantenere una personale dignità, perché non darete mai al vostro ex la gratificazione di sapere che siete ancora coinvolti e sconvolti dalla fine del rapporto. Questo tipo di distacco vi permetterà di non pregarli di tornare indietro; di non dire cose che non vorreste dire, di non fargli vedere che state male.
- Solitamente il distacco totale viene adottato da chi è lasciato. Ma può succedere anche il contrario, nel caso ad esempio che abbiate scoperto un tradimento dell'altro partner e quest'ultimo vogliano tornare chiedendo perdono. Se non siete convinti del perdono il distacco totale vi permetterà di riflettere con maggiore serenità sulla decisione da prendere.
Perché gli uomini decidono di chiudere una relazione ?
Diversi sono i motivi per cui gli uomini decidono di chiudere una relazione.
Innanzitutto, semplicemente, perché sentono di non amare più. In questi casi anche se inizialmente erano presenti tutte le principali componenti di un autentica relazione d'amore – affettività, passione ed impegno, c'è il venir meno del sentimento nella sua interezza, od in una delle sue parti. A quest'ultimo riguardo frequente è il chiudere la relazione perché viene meno da parte dell'uomo l'impegno a costruire una progettualità di coppia futura, soprattutto in una società di forte “disimpegno” come quella attuale. Il classico esempio dell'eterno Peter Pan che vuole vivere la relazione solo come passione, al massimo affettività, ma senza nessun impegno a più lungo termine.
Spesso la relazione parte sin dall'inizio, con la mancanza di una delle componenti nel sentimento maschile, per cui la possibile fine è come se fosse già scritta. In questi casi, anche la donna non si rende conto o non vuole rendersi conto che la relazione è deficitaria in taluni aspetti sin dal principio. Un'altra causa ricorrente è il tradimento della persona amata. Per condizionamenti culturali, l'uomo si sente colpito nella sua virilità e non accetta il possesso fisico della propria donna, da parte di un altro. Anche se ultimamente la mentalità maschile al riguardo sta cambiando.
Perchè gli uomini vengono lasciati ?
I motivi per cui gli uomini vengono lasciati sono da una parte gli stessi per cui lasciano, seppur con significative differenze.
La componente impegno che negli uomini è spesso deficitaria sin dall'inizio è molto più presente nelle donne ed appunto questa mancanza nell'uomo che poi conduce la donna a lasciarli. Sul tema del tradimento le donne, legate più ad un possesso affettivo dell'uomo, perdonano quello fisico, per cui, a meno che non intervengono altre cause non interrompono la relazione.
Come vive un uomo la fine di un amore ?
Un uomo, qualunque uomo, anche il più sicuro di sé, di fronte alla fine di un amore, di un amore che riteneva autentico, dimostra tutta la sua fragilità, le sue debolezze. L'uomo mette in atto un copione, poco “virile” culturalmente in molti aspetti, per recuperare l'amore perduto. Telefonate, sms, colloqui “chiarificatori” fino a rasentare o ad arrivare, talvolta, a quello che è un comportamento di stalking.
I comportamenti tipici del fenomeno dello stalking, oltre quelli sopraccitati, sono : pedinamenti, lettere e fiori, appostamenti vari (casa, lavoro, ecc...), violazione di domicilio, visita sul luogo di lavoro, minacce di violenza, violenza fisica e sessuale di diversa entità.
Come supera un uomo la fine di un amore ?
Oltre a Cronos e Kairòs (dottore tempo) di cui abbiamo parlato in precedenza bisogna distinguere una elaborazione esterna, più superficiale e di facciata, ed una interna, più profonda ma anche più dolorosa, che porta alla vera accettazione del lutto premessa per il suo effettivo superamento.
L'uomo, pur di fronte ad un “lutto sentimentale” profondo e dilaniante, tende, generalmente, rispetto alla donna, ad elaborarlo in più breve tempo di tipo Cronos e prevalentemente a livello d'elaborazione esterna.
Conseguentemente, mette maggiormente in atto, la tecnica del “chiodo schiaccia chiodo” con le prevedibili conseguenze future per la “vittima” che si presta a questo copione.
Inoltre, capita anche che s'instaura subito un odio per il genere “femminile” che porta ad instaurare una relazione per il solo scopo, più o meno inconscio, di vendicarsi, della persona che l'ha lasciato.
Manca, quindi, nell'uomo, spesso, quella concezione dell'elaborazione del lutto sentimentale che è legato ad una concezione sia di tempo Kairos che di autentica elaborazione interiore. A livello individuale l'elaborazione del lutto è anche legata alle precedenti esperienze vissute d'elaborazione del lutto ed a copioni familiari presenti e passati.