mercoledì 5 novembre 2008

LA SCELTA DEL PARTNER

La scelta del partner non è lasciata al nostro libero arbitrio. C'innamoriamo di una persona solo quando incontrandola abbiamo già dentro di noi un immagine idealizzata. Prima costruiamo e poi proiettiamo sull'altro. Quindi non amiamo ciò che è, ma ciò che immaginiamo essere.

Ma che cosa costruiamo e proiettiamo ?

Infatti nell'amore noi perseguiamo anche una compensazione di ciò che non abbiamo avuto o di cui ci siamo sentiti privati nelle nostre esigenze affettive, o talvolta addirittura “ostili” o qualche volta anche “cattivi” nei nostri confronti da figure molto importanti. Conseguentemente chiediamo al nostro amore, in maniera più o meno conscia, di provvedere a riempire i vuoti affettivi del nostro passato o a porre rimedio alle ferite affettive infertici. Alcune volte queste richieste vengono poste come l'altra faccia di una medaglia: cerchiamo di sopperire o “guarire” lui , per sopperire o “guarire” noi.
Riepilogando il processo amoroso potrebbe essere rappresentato come l'aspirazione a due possibili desideri, fra loro contrapposti:

  • il primo desiderio è quello ci cercare un soggetto d'amare il più possibile simile alle figure amate della nostra infanzia.
  • il secondo desiderio è in antitesi al primo perché cerca un soggetto d'amare che poni riparo alle carenze e ferite inferte dalle primarie figure affettive.
Raggiungere un buon equilibrio fra queste opposti desideri può rendere un amore felice. La mancanza d'equilibrio, invece conduce a diverse soluzioni di compromesso, più o meno dolorose.
Potremmo sintetizzare il tutto con una metafora. E’ come se in ogni amore adulto mettessimo in atto un copione cinematografico (affettivo e relazionale) che abbiamo già visto e vissuto ripetutamente nella nostra infanzia, di cui non abbiamo gradito lo svolgimento ed il finale, e speriamo di cambiare quest'ultimi nella nuova storia d'amore. Ma, purtroppo, svolgimento e finale cambiano per pochi, e solo per quelli che avendone consapevolezza non pretendono di cambiarli del tutto, ma solo di modificarli parzialmente.

IL PARTNER IDEALIZZATO

"Quando cominci a far corrispondenza con qualche sconosciuto, lasci galoppare la fantasia e immagini che dall'altra parte del computer si trovi l'uomo dei tuoi sogni. Quando, dopo le prime banali frasi ti convinci che lui potrebbe essere veramente quello giusto, perché anche lui appartiene al tuo mondo, perché è intelligente e sensibile, inventi le strategie, le tue armi di seduzione esplodono. Ti perdi nelle speranze e avvii a stuzzicarlo, provocarlo... e così cominciate a raccontarvi il passato, scambiare le idee, alla fine condividete situazioni accadute recentemente. Raccontate voi stessi...vi toccate l'anima. Scrivete il copione della vostra vita. Tu fai danzare le parole, diventi la prima ballerina. La magia delle mail vi insidia".

Daniele La Barbera, presidente della Società Italiana di Psicotecnologie: "Gli incontri sul web possono trasformare un estraneo in una persona intima: la comunicazione testuale facilita una costruzione fantastica dell'altro, verso il quale si proiettano desideri e fantasie".

ALCUNI DATI SULLA RICERCA DI CONTATTI ON LINE

Le modalità di approccio

Il 27% dei soggetti chiede contatto visivo immediato con foto e collegamento messanger. Il dialogo si interrompe se l'interlocutore non appare piacente .
Il 40% del campione effettua "zapping" : osserva profili, chatta con più persone senza approfondire nessuna conoscenza.
Il restante 23% del campione "seleziona", dopo un' accurata ricerca, persone disponibili a livello relazionale con le quali poter parlare e raccontarsi.
Se si crea un "contatto" la fase del pre-incontro e' caratterizzata da entusiasmo, telefonate, messaggi, curiosità, desiderio. In genere i tempi medi di attesa per un incontro sono da qualche ora a qualche settimana.

L'incontro

Varie le modalità di incontro: da quelle meno impegnative come un aperitivo o un caffè, a cene, inviti, viaggi.
Il 65% del campione afferma di non aver ripetuto un secondo incontro con la stessa persona, il più delle volte si interrompono bruscamente i contatti e non si risponde al telefono, occasionalmente ci si limita a qualche contatto virtuale o telefonico. Il 25% dichiara di aver avuto degli incontri a carattere sessuale. Solo il 5% dichiara di aver avuto legami affettivi duraturi legati ad una progettualità.

martedì 4 novembre 2008

PROBLEMI DI UNA SECONDA UNIONE

Sulla seconda unione spesso pesano le stesse incognite della prima. Infatti se entrambi i membri della nuova coppia non hanno approfondito seriamente le motivazioni e le problematiche che hanno causato la fine della loro precedente unione, le precedenti "eredità negative" finiranno coll'avere, inevitabilmente, conseguenze anche sulla nuova unione. Dopo poco, infatti, i problemi irrisolti della precedente unione riaffiorano e mettono in crisi anche la nuova relazione. Occorre essere pronti a ricominciare la nuova avventura sentimentale consapevoli dei possibili problemi, facendo tesoro degli errori del passato. Ma ciò non sempre avviene. Nelle relazioni amorose, in particolare, c'è la tendenza a riprodurre l'infelicità. Senza rendercene conto finiamo per ripetere la vecchia storia coniugale, scegliendo un coniuge analogo al primo. O, se ne sposiamo uno con carattere diverso, inconsapevolmente facciamo pressioni per ottenere gli stessi comportamenti, con conseguenza assolutamente negative.
Un secondo matrimonio ha più possibilità di successo se si riesce davvero a ripartire da zero, a lasciarsi alle spalle quello precedente. Chi, invece si porta ancora dentro il fallimento del primo, perché non ha ancora elaborato tale fallimento, finisce con il gravare il nuovo rapporto di richieste eccessive, per pareggiare il conto con le sofferenze del primo.
Anche litigi e routine coniugale possono essere più duri da sopportare, la seconda volta, perché dal nuovo matrimonio ci si aspettano solo cose positive, non avute dal primo. Con le conseguenti frustrazioni, delusioni e tensioni.
Insomma, chi ha rotto una volta è meno disposto ad accettare un'unione che non ritiene del tutto felice, quindi è più propenso a interromperla al primo sopraggiungere di problemi. A ciò si aggiunge lo stress del divorzio che anche se siamo stati noi a lasciare o se la separazione è stata consensuale, possiamo uscire scossi, dubbiosi sulle nostre capacità di impegnarci in relazioni durature, convinti di essere fuori gioco per sempre.
Il divorzio andrebbe vissuto invece come tempo di riflessione e riconciliazione con noi stessi. Un'esperienza formativa, di verifica di aspettative ed errori per guadagnare maggiore consapevolezza di chi siamo e cosa vogliamo da una relazione.
Alcuni secondi matrimoni soffrono per i paragoni con il primo, anche se gli ex non hanno tutte le qualità dell'attuale partner. Spesso scatta il confronto, anche su diversi livelli, causa di incomprensioni e insinuazioni.
Anche i problemi con i figli di primo letto possono minare la sopravvivenza del secondo matrimonio. Il divorzio mette in crisi identità e senso di appartenenza dei figli. E la confusione aumenta quando i genitori si risposano.
I piccoli possono giocare il ruolo di “sabotatori” della nuova unione, per motivi diversi, che a volte si intrecciano: hanno paura di perdere l'amore del genitore che si risposa, sono ostili al nuovo partner, si sentono lacerati fra la fedeltà alla vecchia e alla nuova famiglia, oppure esclusi dalla felicità della nuova coppia. D'altro canto, la “coppia felice” può avere momenti che contribuiscono ad aumentare la confusione e il disagio: discussioni su chi paga e quanto per i figli, questioni su “una volta tanto sarebbe bello cenare da soli. Và dato ai figli il tempo di ricostruire una loro nuova rappresentazione di scena familiare, senza scompaginarla con sovrapposizioni di ruoli. Il nuovo lui o la nuova lei non devono assolutamente cedere alla tentazione di sostituire il genitore assente o, peggio, di indossare i panni di matrigna o patrigno. I figli vengono talvolta usati dall'ex per intromettersi nella nuova coppia: atteggiamento che esaspera e crea tensioni. Spesso sono gli uomini a lasciare le situazioni in sospeso. In ogni caso, è bene evitare di entrare in rotta di collisione con compagni e compagne precedenti. Il contatto tra ex dovrebbe limitarsi agli impegni di genitori, senza sconfinare in terreni che mettono a rischio l‘intimità della nuova coppia.
Oltre ai figli, a sentirsi escluso può essere il partner.

PER UN BUON ANDAMENTO DELLA COPPIA

Il rapporto di coppia è una relazione tra due persone che comunicano sulla presunzione di conoscersi più o meno approfonditamente. Ed è proprio questo aspetto, cioè la conoscenza dell'altro l'elemento più critico ed allo stesso tempo significativo della vita a due, che spesso riserva ad entrambi amare sorprese.
Infatti, spesso si pensa di conoscere il proprio partner molto bene, salvo poi scoprire con grande delusione che di questa persona con la quale si può aver vissuto anche a lungo, si aveva una conoscenza piuttosto superficiale, soprattutto se essa (ma a volte sono coinvolti entrambi i componenti la coppia) inconsciamente o magari intenzionalmente ha comunicato ed agito con il preciso scopo di far conoscere al proprio partner la parte migliore di sé, nascondendo volutamente – per non apparire poco desiderabili o peggio ancora vulnerabili – quella parte di sé che non si accetta o che si intende volutamente tenere segreta, o addirittura ignota a se stessi.
Invece importante è la condivisione di ideali, valori, interessi che si possono avere in comune. E' abbastanza ovvio che sia utile che sin dall'inizio della relazione ci sia un insieme di ideali, valori, interessi in comune che favoriranno il buon prosieguo della relazione stessa. A tal fine non è necessario essere simili, ma non è utile essere totalmente diversi. Uno spazio comune di condivisione è necessario. Se non è presente dall'inizio lo si può costruire insieme. Ma per costruirlo è necessario effettuare una conoscenza approfondita dell'altro da cui poi dipenderà in ultima analisi il buon andamento del rapporto di coppia
Qui di seguito fornisco una serie d'indicazioni che potrebbero essere utili a tutte quelle persone che si frequentano con l'intenzione , il desiderio o la speranza di unirsi stabilmente in un rapporto di coppia.
I suggerimenti che seguono costituiscono solo la base per avviare un processo di reciproca e profonda conoscenza, che se da un lato è un ottimo rimedio per non correre il rischio di ritrovarsi a vivere un rapporto di coppia come estranei, dall'altro ci sembra il miglior antidoto per prevenire i mali causati dalla routine, dalla noia, dall'apatia, fondamentale anche per promuovere una buona comunicazione interpersonale all'insegna del rispetto reciproco, della fiducia, della felicità e del benessere della coppia.

Dire “ti amo” in qualsiasi modo

Trovare sempre nell'arco della giornata il tempo e il modo per dire al proprio partner “ti amo”. Può sembrare banale, ma è importantissimo farlo, ovviamente a condizione di sentirlo. Qualsiasi modo va bene (non ci sono limiti alla fantasia): può bastare un fiore, una carezza, un pensiero gentile, una telefonata, una sorpresa o piccole attenzioni, che faranno capire alla persona che amate quanto è importante per voi.
Ma soprattutto l'amore và dimostrato e non solo dichiarato. Comportarsi in maniera coerente rispetto al dire "ti amo" è una strategia salva rapporto di importanza cruciale se si vuole evitare di creare contraddizioni tra quello che viene detto a parole e ciò che viene comunicato con i fatti e le azioni quotidiane. Attenzione, dire al proprio partner “ti amo” e poi non essere presenti nei momenti importanti e nelle decisioni che contano nella vita di coppia, equivale a mentire spudoratamente.

Comunicare in maniera chiara e sincera

In situazioni di divergenza di opinioni, di contrasto e/o di conflitto, è importante confrontarsi serenamente e ascoltare con calma, rispetto ed empatia anche le ragioni e i punti di vista dell'altro senza alcun pregiudizio, e soprattutto con la piena consapevolezza che l'apparente vittoria dell'uno sull'altro equivale in realtà alla sconfitta di entrambi.
Se possibile, non lasciar trascorrere più di 24 ore dall'eventuale litigio per cercare di risolvere il problema o di superare al più presto la situazione conflittuale. E' bene tener presente, inoltre, che i contrasti e i conflitti, peraltro assolutamente normali in una coppia, possono rappresentare un momento di riflessione, di maggiore conoscenza dell'altro, di confronto e, quindi, di crescita e di evoluzione della coppia, ma possono anche trasformarsi, come più spesso facilmente accade per mancanza di intelligenza sociale, in una trappola mortale per il rapporto che rischia di svuotarsi di ogni sentimento e di rimanere soffocato da violenti scontri diretti ad annientare psicologicamente l'altro. Pertanto, quando ci si ritrova in situazioni di esasperato conflitto è importante domandarsi se si vuole costruire un rapporto migliore o si vuole distruggere quello che si è già costruito.

Riconoscere i propri sbagli

Sembra facile, ma non è da tutti riuscire a farlo perché riconoscere di aver sbagliato richiede umiltà, coraggio e soprattutto intelligenza sociale ed emotiva.
Un comportamento socialmente competente ed emotivamente intelligente prevede una strategia infallibile in tre punti:
  1. riconoscere i propri sbagli senza mezzi termini
  2. scusarsi sinceramente per l'accaduto
  3. impegnarsi a non ripetere lo sbaglio commesso
Le coppie che hanno fatto proprio questo fondamentale principio di comunicazione interpersonale, hanno vita lunga, quelle che invece prediligono giochi pericolosi come “la caccia alle streghe”, “nascondersi dietro un dito” e “il gioco al massacro (è tutta colpa tua se …)” hanno i giorni contati, insieme alla certezza di soffrire.

Imparare a perdonare

L'amore è anche e forse soprattutto capacità di perdonare. Il perdono è un atto d'amore che appartiene alle persone generose di cuore. Chi non sa perdonare, non può dire di saper veramente amare. Ci sono situazioni in cui il perdono, di per sé difficile da concedere, rappresenta l'unica via d'uscita, da pagare a volte a caro prezzo, ma è un investimento pur sempre conveniente se si tratta di vero amore. In caso contrario, negato il perdono, ci si troverà sicuramente pieni di orgoglio, ma allo stesso tempo più vuoti dentro.

Rinunciare alla perfezione

Ricordarsi che nessuno è perfetto è una regola d'oro spesso dimenticata che, se puntualmente osservata, può evitare inutili tensioni, ansia da prestazione e stress nella coppia. Se non accettiamo i limiti del nostro partner o non tolleriamo i suoi difetti e le sue imperfezioni, con molta probabilità non lo amiamo abbastanza o forse abbiamo (e il che è ancora più grave) una visione distorta e infantile dell'amore.
Questo potrà generare anche aspri conflitti nella relazione, ma a quel punto conviene interrogarsi sulle ragioni di fondo della propria scelta e darsi delle risposte coerenti. Insomma, pretendere la perfezione nel rapporto di coppia o dal proprio partner equivale a chiedere a un cavallo di volare … non sarà mai capace di farlo! Bisognerebbe, invece, imparare ad accettare i propri limiti e quelli altrui e saper essere soprattutto tolleranti per quello che non ci piace in noi o nella persona con la quale si è deciso di condividere un progetto di vita. Non è sicuramente facile, ma è prova di grande maturità e di buon equilibrio interiore.

Esaltare il “senso del noi”

Sembra banale dirlo, ma la coppia è composta da due persone con bisogni, motivazioni, obiettivi, interessi, aspettative e desideri diversi; e fino a quando nella coppia prevarranno interessi personali e forme di egoismo, comunque espresse, non si andrà molto lontano sul difficile cammino della crescita emotiva, dell'amore e della felicità. Questo traguardo, che ogni coppia desidera raggiungere, è invece possibile se i partner sono entrambi capaci di creare da subito quel magico “senso del noi” che è un sentimento profondo, basato sulla condivisione di tutto ciò che crea e rinforza un legame affettivo, e che va alimentato costantemente nel tempo.

Ma come si costruisce il senso del noi ?

Innanzitutto con quella complicità, tipica delle coppie molto unite, che pervade anche le piccole cose come i rituali piacevoli e tutti quei momenti emotivamente coinvolgenti che scandiscono il rapporto di coppia, come viaggiare e far vacanza insieme, ritrovarsi a tavola, passeggiare tenendosi per mano, far l'amore, divertirsi, gioire dei momenti di intimità, ma anche affrontando uniti le inevitabili difficoltà della vita, le situazioni di dolore e i momenti di sofferenza, senza dimenticare l'importanza di avere un linguaggio comune che faccia da sfondo al rapporto di coppia, caratterizzandone in modo esclusivo le fasi evolutive.
Questo e molto altro ancora serve a creare il senso del noi, che ovviamente comprende anche le decisioni importanti da prendere insieme per il bene della coppia, come per esempio l'acquisto di una casa, il lavoro, l'educazione dei figli. Insomma, il senso del noi è un potente antidoto allo stress emotivo e relazionale della vita a due, che comporta un “affidarsi reciproco”, ossia una dimensione affettiva che unisce nonostante tutto, e nella quale ognuno si sente protetto da un rassicurante e tranquillizzante noi, capace di creare fiducia reciproca, indispensabile per andare avanti, e di emanare una straordinaria forza ed energia che rinsaldano profondamente il legame, rendendolo inossidabile e invulnerabile alle avversità quotidiane e ai problemi dell'esistenza.

Tener viva la passione

Significa desiderare l'altro e sentirsi fisicamente, sessualmente e emotivamente attratti dall'altro, ma allo stesso tempo rendersi a propria volta sempre desiderabili e attraenti agli occhi del proprio partner. Insieme all'intimità e all'impegno, la passione è un elemento cardine del rapporto di coppia da cui dipende la stabilità relazionale; e forse è anche l'aspetto più difficile da gestire nel tempo. E la difficoltà consiste nel fatto che la passione per sua natura è un fattore che molti considerano legato esclusivamente alla bellezza, all'attrazione fisica, alla corporeità e meno ad elementi più intangibili come il “fascino” che è invece una qualità importantissima che una bella persona è in grado di emanare a prescindere dalla sua età anagrafica.
Per mantenere sempre alta la “fiamma” della passione, allora la coppia ha bisogno di evolvere anche sessualmente e di rinnovarsi per riuscire ad essere sempre all'altezza delle aspettative affettive, sessuali ed emotive del partner. Molte coppie commettono invece l'errore fatale di dare tutto per scontato sul piano affettivo e quindi si adagiano, cadono nella routine, pensando che ormai non sia più così importante risultare desiderabili e attraenti agli occhi del proprio compagno con il quale magari si convive già da anni.
Se è vero che invecchiando la bellezza esteriore diminuisce e con essa le prestazioni fisiche e l'esuberanza sessuale, allora è anche vero che coltivare il proprio fascino e la bellezza interiore è un'arte che si può imparare, che forse rimane l'unica, vera arma segreta per mantenere sempre vivo e coinvolgente un rapporto di coppia che permette ai partner di crescere insieme.

Creare intimità nella coppia

La tenuta di una coppia nel tempo è direttamente proporzionale al grado di intimità che i partner riescono a stabilire tra di loro. L'intimità è uno straordinario collante ancora più forte della passione, ma che per funzionare ha bisogno di essere continuamente alimentato attraverso una fiducia reciproca profonda e incondizionata. Solo su queste basi è possibile rivelarsi completamente all'altro, svelare i propri segreti, mettere a nudo le proprie debolezze o paure senza il timore di apparire fragili, vulnerabili o di essere giudicati per le proprie “zone erronee”. L'intimità, quella vera, richiede soprattutto coraggio ed onestà intellettuale per affermare la propria identità, oltre alla consapevolezza che essa non è mai un punto di partenza, ma un punto di arrivo, un traguardo che si conquista pian piano, giorno dopo giorno nel tempo.

Impegnarsi verso l'altro

E’ in assoluto la regola di buon senso più difficile da seguire in un rapporto di coppia. Impegno che vuol dire innanzitutto fedeltà e rispetto per l'altro; nella dimensione psicologica l'impegno assume il significato di fiducia e aiuto fornito al partner per sostenerlo nel suo percorso di autorealizzazione e crescita personale; in ambito affettivo l'impegno sottintende la presenza non solo fisica, ma soprattutto emotiva sia nei momenti belli che in quelli difficili della vita; in ambito professionale, infine, l'impegno per il proprio partner si estrinseca con la disponibilità a cercare insieme occasioni e opportunità che favoriscano il suo successo in ambito lavorativo, magari attraverso una più efficace strategia di valorizzazione delle sue risorse personali, che abbia anche lo scopo di migliorare la sua autostima.

Ma perché è così difficile impegnarsi verso l'altro?

Forse perché l'impegno richiede sacrificio, rinunce, capacità di donarsi senza pretendere nulla in cambio, impiego di risorse personali a favore dell'altro, altruismo o meglio ancora assenza di egoismo, dedizione. In una parola “amore”, un sentimento davvero grande, capace di raccogliere in sé tutte queste cose che solo chi ama sinceramente riesce a ritrovare con assoluta naturalezza nel suo repertorio comportamentale.
Infine ricordarsi che alla fine di ogni 'scontro di coppia' non c'è un vincente ed un perdente. O si vince in due o si perde in due. L'accordo nasce dall'accettazione reciproca dello stesso.

QUALCHE RIFLESSIONE SULL'AMORE (AMORE COMPLETO)

Il professor Sternberg ha teorizzato, suffragato da alcune sue ricerche, un concetto di amore completo, sulla base di tre componenti fondamentali:
  • l'impegno come componente cognitiva
  • l'intimità come componente emotiva
  • la passione come componente motivazionale dell'amore
Si può visualizzare l'amore come un triangolo in cui quanto maggiori sono impegno-intimità-passione, tanto più grande è il triangolo e più intenso l'amore.
Da questa teoria scaturisce una tipologia collegata alla combinazione dei tre diversi fattori, dando luogo a otto possibili tipi di relazione.

  • "L'assenza di amore": tutte e tre le componenti mancano; è la situazione della grande maggioranza delle nostre relazioni personali, casuali o funzionali.
  • "Simpatia": C'è solo l'intimità, si può parlare con una persona, parlare di noi, ci si riferisce ai sentimenti che si provano in una autentica amicizia e comporta cose come la vicinanza, il calore umano (ma non i sentimenti forti della passione e dell'impegno).
  • "L'infatuazione": quando c'è solo la passione. Quell'amore a prima vista che può nascere all'istante e svanire con la stessa rapidità. Vi interviene una intensa eccitazione fisiologica, ma senza intimità o impegno. La passione è come una droga, rapida a svilupparsi e rapida a spegnersi, brucia alla svelta e dopo un po' non fa più l'effetto che si voleva: ci si abitua, arriva l'assuefazione.
  • "L'amore vuoto": dove l'impegno è privo di intimità e di passione: tutto quello che rimane è l'impegno a restare insieme. Un rapporto stagnante che si osserva talora in certe coppie sposate da molti anni: un tempo c'era l'intimità, ma ormai non si parlano più; c'era la passione, ma anche quella si è spenta da un pezzo.
  • "L'amore romantico": è una combinazione di intimità e di passione (tipo Giulietta e Romeo). Più di una infatuazione, è vicinanza e simpatia, con l'aggiunta dell'attrazione fisica e dell'eccitazione, ma senza l'impegno, come un'avventura estiva che si sa che finisce.
  • "Amore fatuo": è quello che comporta la passione e l'impegno, ma senza intimità. E' l'amore da fotoromanzo: i due si incontrano, dopo una settimana sono fidanzati, e dopo un mese si sposano. S'impegnano reciprocamente in base all'attrazione fisica., ma dato che l'intimità ha bisogno di tempo per svilupparsi, manca il nucleo emotivo su cui può reggersi l'impegno. E' un tipo d'amore che di solito non dà buon esito nel lungo periodo.
  • "Sodalizio d'amore": è chiamato un rapporto d'intimità e impegno reciproco, ma senza passione. E' come un'amicizia destinata a durare nel tempo. Quel tipo di amore che spesso si osserva nei matrimoni dove l'attrazione fisica è scomparsa.
  • "Amore perfetto o completo": quando tutti e tre gli elementi si combinano in una relazione. Raggiungere un perfetto amore, dice quest'autore, è come cercare di perdere un po' di peso, difficile ma non impossibile; la cosa davvero ardua è mantenere il peso forma una volta che ci si è arrivati o tenere in vita un amore completo quando lo si è raggiunto. E' un compito aperto, non una tappa raggiunta una volta per tutte.
La relazione tende a finir male se non c'è corrispondenza tra quello che si vuole dall'altro e quello che si pensa di riceverne: chiunque ha amato senza essere ricambiato altrettanto, sa quanto può essere frustrante.
Alle volte si potrebbe consigliare di ridurre le proprie aspettative e diminuire il proprio coinvolgimento: ma è un consiglio difficile da seguire.
La gente è davvero così sciocca da fare sempre la scelta sbagliata?
Probabilmente no: il fatto è che sceglie troppo spesso in base a quello che conta di più nell'immediato.
Ma quello che conta nel lungo periodo è diverso: i fattori che contano cambiano, cambiano le persone e cambiano le relazioni.
I fattori che tendono a diventare più importanti con l'andare del tempo sono questi tre:
  • la disponibilità a cambiare in funzione delle esigenze dell'altro
  • la disponibilità ad accettare le sue imperfezioni
  • la comunanza di valori
Queste sono cose che è difficile giudicare all'inizio di una relazione: l'idea che l'amore vinca tutti gli ostacoli è molto romantica, ma poco reale.
Quando si devono prendere delle decisioni, quando arrivano i figli e si devono fare alcune scelte, una cosa che sembrava poco importante, lo diventa.
Altri fattori invece nel lungo periodo diventano secondari: come l'idea che l'altro sia "interessante" (all'inizio c'è il timore che se cala l'interesse la relazione svanisce).
In realtà quasi tutto tende a diminuire col tempo (nelle coppie studiate statisticamente):
  • la capacità di comunicare
  • l'attrazione fisica
  • il piacere di stare insieme
  • gli interessi in comune
  • la capacità di ascoltare
  • il rispetto reciproco
  • il trasporto romantico
... può essere deprimente, ma è importante fin dall'inizio sapere che cosa aspettarsi col tempo, avere aspettative realistiche circa quello che si potrà ottenere e quello che finirà con l'essere più importante a lungo andare.
Cosa fare allora per migliorare un rapporto di coppia?
Spesso c'è un bel salto fra pensiero, sentimento e azione. Le nostre azioni non sempre rispecchiano i nostri sentimenti, per cui può essere utile sapere quali atti sono specificamente associati alle varie componenti dell'amore.
La passione richiederà il contatto fisico, la sessualità, la varietà e non la monotonia dei comportamenti sessuali.
L'intimità richiederà la comunicazione dei propri sentimenti interiori, l'offerta del sostegno emotivo, la condivisione del proprio tempo e delle proprie cose.
L'impegno, infine, comporterà il fidanzamento, il matrimonio, la fedeltà, la capacità di superare i momenti difficili, la capacità di trovare un valido compromesso nelle diverse legittime esigenze ed aspirazioni.

E' importante esprimere l'amore nei comportamenti perché il modo in cui ci comportiamo plasma i nostri modi di pensare e di sentire, forse non meno di quanto ciò che pensiamo e proviamo plasma le nostre azioni (se non agisci come pensi, finirai per pensare come agisci).
Inoltre certe azioni portano ad altre azioni: le espressioni d'amore dell'uno influiscono su ciò che l'altro pensa di lui (sui sentimenti e sui comportamenti dell'altro nei suoi confronti) dando luogo così ad una serie di azioni che si rinforzano a vicenda.
E' necessario dare importanza alle espressioni d'amore. Senza espressione anche il più grande amore può morire.

RIFLESSIONI UTILI PER LA SEDUZIONE


Una definizione generale:

"La seduzione non si basa sul desiderio o sull'attrazione: tutto questo è volgare meccanica fisica e carnale, nulla di interessante. Certo, il fascino della seduzione passa attraverso l'attrattiva del sesso. Ma, propriamente, vi passa attraverso, la trascende. Per la seduzione, infatti, il desiderio non è un fine, ma un'ipotetica posta in gioco. Anzi più precisamente, la posta in gioco è provocare e deludere il desiderio, la cui unica verità è brillare e restare deluso".

Regole della seduzione

• ATTENDERE ATTESA - tumulto d'angoscia suscitato dall'attesa dell'essere amato in seguito a piccolissimi ritardi (appuntamenti, telefonate, lettere, ritorni)… “Sono innamorato? – Si, poiché sto aspettando”. L'altro, invece non aspetta mai. Talvolta, ho voglia di giocare a quello che non aspetta; cerco allora di tenermi occupato, di arrivare in ritardo; ma a questo gioco, io perdo sempre: qualunque cosa io faccia, mi ritrovo sempre sfaccendato, esatto, o per meglio dire in anticipo. La fatale identità dell'innamorato non è altro che: io sono quello che aspetta. Fare aspettare: prerogativa costante di qualsiasi potere, “passatempo millenario dell'umanità”)
R. Barthes, "Frammenti di un discorso amoroso"

• INDUGIARE - Guarda [...] cerca di capire dalle stesse parole se egli finga o ti preghi sinceramente e ansioso, e rispondi dopo un breve indugio: l'indugio eccita sempre gli innamorati, sempre che abbia una durata breve; ma non ti offrire arrendevole al giovane che ti prega; e tuttavia non gli rifiutare quel che chiede con parole troppo dure. OVIDIO "Arte di amare".

• TIMORE E SPERANZA - Fa che tema e speri insieme; e tutte le volte [...] gli venga una speranza più certa e una paura minore.

Seduzione Per Lui
  1. Parlale di te, sii spontaneo e sincero, lei lo capirà.
  2. Chiedile di lei, cerca di capire cosa cerca.
  3. Falla ridere!!!
  4. Falle capire che ti piace, con piccoli gesti e parole gentili.
  5. Alterna presenza a momenti di "sparizione", le farai notare la differenza e niente sarà scontato.
  6. 6. Prendila in giro con dolcezza, le piacerà.
  7. Sii galante: al di là dell’autonomia e delle dichiarazioni d'indipendenza delle donne di oggi, amano sempre la galanteria.
  8. Rassicurala nei momenti di intimità.
  9. Accettala per quella che è, senza cercare di trasformarla a tuo piacimento
  10. Falle sentire che sei fiero di lei.
NON fare mai:
  1. Non aggredirla mai verbalmente.
  2. Non essere volgare, né a parole né a gesti.
  3. Non fare confronti fra lei e le tue ex.
  4. Non dirle "ti amo" dopo pochi giorni.
  5. Non essere possessivo, lei non è un oggetto.
  6. Non guardare altre donne mentre parli con lei.
  7. Non mentirle, se ne accorgerà.
  8. Non impedirle di vedere i suoi amici.
  9. Non cercare di cambiare i suoi ritmi e le sue abitudini.
  10. Non impedirle di coltivare amicizie nuove, evita le critiche ai suoi vecchi amici.
Seduzione Per Lei
  1. Sii dolce.
  2. Sappi stargli vicino nei momenti di crisi, dimostragli la tua forza.
  3. Accetta le sue insicurezze, fagli capire che ti piacciono anche le sue debolezze.
  4. Ascoltalo, ricevi le sue confidenze, devi essere la sua amica prima di ogni altra cosa.
  5. Fallo ridere.
  6. Alterna la donna alla bambina, lo confonderai, ma gli piacerà.
  7. Stupiscilo con idee ed iniziative originali.
  8. Lasciati guidare, ma sii anche decisa nelle tue scelte.
  9. Sii indipendente, che non ti consideri un peso ma un valore nella sua vita.
  10. Fagli sentire che per te è il migliore.
NON fare mai:
  1. Non chiedergli cosa sta pensando ogni volta che sta in silenzio per un pò.
  2. Non pretendere che ti accompagni a fare acquisti.
  3. Non lamentarti di tutto solo per essere consolata.
  4. Non imporgli i tuoi gusti, lui ha una personalità.
  5. Non parlargli dell’intimità vissuta con altri uomini.
  6. Non essere volgare, mai.
  7. Non contraddirlo con arroganza in pubblico.
  8. Non criticarlo gratuitamente.
  9. Non parlare male dei suoi amici.
  10. Non esserci sempre e comunque, fagli sentire anche la tua mancanza